2018.04.08 – Presentazione del libro “Vöia da Véng” di Antonio Ortelli

 

La Valle di Muggio accoglie con entusiasmo la raccolta di poesie in dialetto di Antonio Ortelli

 

 

Si è tenuta lo scorso 8 aprile al Centro scolastico di Lattecaldo, davanti a un folto pubblico, la presentazione dell’opuscolo “Vöia da véng”. È la prima volta Antonio Ortelli vede pubblicate le proprie poesie, frutto di una passione trentennale per la scrittura in dialetto. Tangibile è dunque stata la sua emozione, trasmessa con grande intensità a tutti i presenti, per questo tributo offertogli dalla sua Valle di origine. La cerimonia è stata allietata dai Canterini della Valle di Muggio e dal Gruppo dei costumi tradizionali vallerani che, insieme alle toccanti letture di alcuni brani da parte della signora Marisa Benzoni, hanno amplificato la calorosa accoglienza rivolta alla pubblicazione. Patrocinato dalla Pro Valle di Muggio e illustrato da Valeria Codoni, l’opuscolo è in vendita al modico costo di Fr. 10.- e il ricavato è devoluto all’Associazione Parkinson Svizzera. La cifra raccolta durante la presentazione ha già consentito una prima ragguardevole donazione e si auspica di poter continuare su questa via.

La tiratura  è limitata e chi fosse interessato all’acquisto può rivolgersi a Nemesio Cereghetti, Muggio, tel. 091 684 12 43, e-mail nemesio.cereghetti@bluewin.ch, oppure direttamente ai negozi di alimentari “La Dispensa” di Caneggio e di Muggio e la “Cooperativa di Consumo” di Castel San Pietro.

I curatori: Nemesio Cereghetti e Valeria Codoni

 

Questo è il messaggio di ringraziamento che Il sig. Ortelli ha voluto rivolgere a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo evento speciale (click per ingrandire):

Per la galleria fotografica fare invece click qui!

 

 

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Vöia da véng

Vuraréss véng una vòlta cuntra l mè destin
véss sénza dulúr e mía tö gió da medisinn.

Vuraréss véng cuntra la mía brüta malatía
par passágh dananz e mía lassám purtá vía.

Vuraréss digh che la ma lassa in santa pas
ga faréss na fèsta cun tütt quéll che ga pias.

Vuraréss piü vedéla, ma l’è dificil fala ná
urmai l’è abitüada a stá in dala mía cá.

La m’a mütüü, prima dal témp, in pensiún
e purtaa vía tütt quéll che fava cun passiún.

Vuraréss scriv, fin che ai did ga végn sü i cai,
puesii in dialètt sü tütt quéll che la m’a giá fai.

Vuraréss che l Parkinson al faga un incidént
da piü  pudé ná in gir a fá tribülá la gént.

 

 

 

Nato a Koblenz – Canton Argovia – da genitori ticinesi trasferitisi oltralpe in cerca di lavoro, Antonio Ortelli è il secondo di quattro fratelli.

Le dure condizioni economiche spingono la famiglia ad affidare i primi due figli alle cure della nonna Giorgia di Cabbio, dove i ragazzi trascorrono gli anni della scolarizzazione. Sono tempi di sacrifici, dove anche i bambini, dopo la scuola e nelle vacanze estive, devono prestare il proprio contributo nell’economia delle povere case rurali: la fienagione sui prati, la raccolta delle castagne e della legna nei boschi, la cura dell’orto e degli animali da stalla. Eppure, i momenti felici e spensierati non mancano e, di questi anni, l’autore serba ricordi, sentimenti e nostalgie che più tardi affiderà alla carta, mettendoli in rima e utilizzando il dialetto, la lingua melodica di quei luoghi abbandonati anzitempo e a malincuore. Terminato il liceo e non trovando lavoro in Ticino, Antonio è infatti costretto a partire alla volta di Lucerna, dove è ingaggiato da una ditta telefonica. Mentre lavora, inizia un nuovo percorso formativo che lo porterà a specializzarsi e ad assumere negli anni cariche sempre più qualificate. In seguito, lavora presso l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali a Berna, dove si trasferisce insieme alla moglie Martine Jeanneret e alle due figlie Chantal e Annie.

Ma l’amore per il Ticino resta sempre vivo e i soggiorni a Cabbio sono sempre più frequenti, soprattutto dopo il pensionamento anticipato per ragioni di salute. Per qualche anno vi trasferisce pure il domicilio. È così che Antonio Ortelli può mantenere saldi i rapporti con la Valle e la sua realtà, osservare, seguire e partecipare ai suoi cambiamenti.

«Antonio Ortelli” ha messo in rima questo suo sguardo particolare: quello di chi sta dentro, ma anche fuori dalla Valle. Uno sguardo a tratti velato di inevitabile nostalgia – certo – per una lontananza forzata e sofferta, ma anche scanzonato e ironico, sempre lucido e sensibile, attento alle piccole cose della quotidianità, perché è lì che si insinua l’autentica possibilità di accedere alla felicità» scrive Nemesio Cereghetti nella prefazione dell’opuscolo di cui è curatore, in collaborazione con Valeria Codoni per la parte grafica.

“Vöia da véng” gode del patrocinio dell’Associazione Pro Valle di Muggio, attenta sostenitrice delle iniziative a favore della Valle e sarà presentato al pubblico alla presenza dell’autore. L’appuntamento di domenica 8 aprile, sarà inoltre animato dal Gruppo costumi della Valle di Muggio che presenterà alcuni esemplari dei costumi recuperati e minuziosamente ricostruiti sui modelli originari. L’intrattenimento sarà assicurato dai bei canti dei Canterini della Valle di Muggio. Al termine sarà offerto un rinfresco.

Su desiderio dell’autore, il ricavato della vendita del volumetto, andrà a favore dell’Associazione Parkinson Svizzera.


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